Lorient, 27 maggio 2009
27 Maggio 2009
Buongiorno a tutti, finalmente riesco a trovare un po’ di tempo per aggiornarvi sulle ultime attività. Eravamo rimasti in Spagna, era Febbraio…
Il trasferimento dalla Spagna all’Italia è stato bello brioso, come lo ha definito l’amico Simone Gesi al mio arrivo a Scarlino, il Golfo del Leone come sempre ama farmi sentire il suo ruggito. Siamo arrivati nel Golfo di Follonica il 15 Febbraio. L’arrivo nel Golfo è stato uno dei più belli della mia vita: Simone e Stefania che mi vengono incontro in gommone a circa un miglio dal porto.
A Follonica sono stato ospite a casa del caro amico Federico Andreotti, che mi ha trattato veramente come un fratello e a cui sono veramente grato per aver condiviso un piccolo pezzetto di vita sotto lo stesso tetto. Stessa cosa posso dire del caro amico Alessio Cannoni, con cui abbiamo riparato insieme il mitico mariner 5 HP di Prysmian, in realtà se non ci fosse stato Ale il motore lo avrei rimontato come il tenente Carmelo La Rosa rimontava il proprio aeroplano nel film Mediterraneo. Ho avuto modo di rivedere un sacco di amici, sono stati bellissimi i giorni a Follonica. Presto è arrivata l’Arcipelago 650, bellissimo ritrovare Matteo Severi a farmi da preparatore. Ho corso con mio zio Piero, regata molto piacevole e divertente, eccetto per un cancello che credo non sia stato gestito in modo accorto dall’organizzazione. La regata è stata vinta dal mio amico Simone Gesi, noi secondi, non siamo stati incisivi nell’ultimo bordo di bolina dove era necessario lottare con il coltello tra i denti. In realtà potrà sembrare strano ma sono troppo contento che L’arcipelago sia stata vinta da Simone, solo per tutti i bambini delle scuole che erano in banchina ad aspettare di vederlo partire.
Dopo L’arcipelago, altra gita nel golfo del Leone, direzione Marsiglia, altra mazzata come al solito. Da Scarlino a Marsiglia 37 ore. Sono arrivato a Marsiglia esausto, ed esausto ho smontato la barca. L’automobile è arrivata con Stefania nel pomeriggio. Durante un aperitivo insieme all’amico Brice Aque, dei signori molto onesti hanno deciso di rompere l’auto e rubare oggetti per oltre 5.000 euro. Due PC con tutti i dati (nel mio c’erano polari barca, appunti meteo e tante altre cose perdute per sempre). Il colpo è duro da incassare. Rientro in Italia per riorganizzarmi la vita e poi nonostante il morale sotto i piedi decido di andare a Pornichet per la Select 650.
1150 km di trasporto eccezionale sono il mio allenamento per la regata, arrivo in condizioni stremate. A Pornichet faccio amicizia con i proprietari dell’hostellerie du Bois (Marina e Joel) con cui trascorro bei giorni nel loro albergo. La Select è una regata niente male, le condizioni sono belle toste, svariati ritiri e noi chiudiamo sesti.
Teniamo la testa del gruppo fino a Yeu poi con 20 nodi in bolina nera perdiamo il gruppo di testa. In realtà devo lavorare sul solent ed ottimizzarlo per questo range di vento. Durante la regata mi si rompe uno snodo della barra di giunzione, ma facciamo una riparazione di fortuna e andiamo avanti, poi scoppia per usura un vento del bompresso. Lo annodo sul Winch e continuiamo a tirare come se niente fosse, poi addirittura tento una strambata per recuperare posizioni perdo il bompresso, spi in mare e un’altra volta il film della Mini golfe: tagliare drizza per non disalberare. Perdiamo due barche alla fine, chiudiamo in sesta posizione….
Da Pornichet ci spostiamo su La Rochelle per il Mini Pavois. La prima tappa Gijon la Rochelle si preannuncia con venti leggeri, in realtà la prima notte ci sono 20 nodi con raffiche a 25, tengo Spi grande più che posso, la mattina siamo in testa al gruppo poi l’aria va in calo… una nuvola a destra e una a sinistra e noi un po’ stanchi della notte restiamo dietro. La prima tappa la chiudiamo tredicesimi. La seconda tappa parte l’11 Maggio. Il 12 Maggio verso le 9.00 del mattino accade quello che pensi succeda sempre agli altri e mai a te. Spi grande e randa piena a circa 5.5 nodi prendiamo una balena in pieno. Il timone di sinistra si schianta tra i due supporti, per fortuna la pala è intatta, anche se in realtà in timone ha una gran bella fessura longitudinale e il perno ed il supporto che ne permettono la rotazione si piegano discretamente.
La paura mi assale. Sono nel mezzo al mare, nel mezzo al Golfo di Guascogna che mi appare come il Mar dei Sargassi. Mi ritiro o vado avanti? Proseguo con il terrore che si espande a lungo nel mio torace. Cosa mi importa della regata, della classifica in quel momento…voglio solo tornare a casa. Ecco che France Inter annuncia un BMS. Sono terrorizzato e mi vedo scarrocciare verso corsa cercando aiuto nella SNS. Tra l’altro il timone è quello di sinistra che con un colpo di vento da ponente è quello di governo. Biscaglia mi fa sudare freddo. A causa del BMS accorciano il percorso e rientriamo tutti su Lorient. Adesso sono qua ad aspettare il timone nuovo per rimettere tutto in pista.
Come potete immaginare da queste righe, non sono stati mesi facili, ma questo è il mini 650, queste sono le prove che sono richieste per arrivare sulla linea il 13 Settembre.
Adesso resto a Lorient, per risistemare la barca con progetto di avvicinarsi a Douarnenez per il Map.
Vi allego due foto del timone rotto, tenuto insieme come si può vedere dai supporti che lo tengono fissato alla poppa.
Buon vento a tutti da Giancarlo e Prysmian 626.
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1.
marina e joel | 6 Giugno 2009 at 10:49 pm
che avventure e sorprese ti ha riservato l’oceano atlantico!!
Anche conoscendoti poco
sappiamo che la tua forza di volontà e la tua purezza di spirito
ti faranno superare tutti gli ostacoli e ti porteranno vento in poppa alla mini transat